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www.casaperlefarfalle.itLa Casa delle Farfalle è uno straordinario museo vivente in cui si possono attraversare tre grandi giardini (Amazzonico, Afro-tropicale, Indo-australiano) e guardare le farfalle nel loro habitat naturale.
Ci si trova immersi in un ambiente in cui oltre 400 tra le più belle farfalle del mondo volano, si nutrono e si riproducono. Se vi muovete con le dovute cautele e se siete fortunati, può capitare che uno di questi splendidi animali decida di posarsi sulla vostra spalla per un breve riposo oppure potete vedere alcuni esemplari fermarsi al "bar delle farfalle".
Sono inoltre osservabili esemplari di altri piccoli animali, tutti da scoprire e da cercare. È un'esperienza veramente unica. Il museo è inoltre arricchito da esposizioni esplicative e da una particolare mostra vivente sul mimetismo.

Foreste che scompaiono
Ogni minuto più di 28 ettari di foresta tropicale vengono distrutti dall’azione dell’uomo. Se questo allarmante numero dovesse restare tale, in soli 25 anni si assisterebbe alla totale estinzione delle foreste pluviali. I territori più a rischio appartengono a governi poveri, ai quali enormi problemi politici e sociali non lasciano spazio alle questioni ambientali.
Ovviamente è impensabile pensare ad uno sviluppo umano senza conseguenze per l’ambiente. L’ulteriore distruzione di aree naturali è una realtà inevitabile, ma deve essere fatta nel modo migliore. Attualmente, la maggior parte della deforestazione viene effettuata in maniera casuale, senza una pianificazione che permetta uno sfruttamento sostenibile ed un’adeguata distribuzione delle risorse.



L'insieme di edifici dello stabilimento per la pilatura del riso, divenuto tristemente famoso per essere l'unico campo di sterminio sul territorio italiano, venne costruito nel 1913 nel quartiere periferico di San Sabba a Trieste. Gli edifici non più adibiti ad uso industriale, vennero requisiti ed utilizzati all'occupatore nazista come campo di prigionia provvisorio per i militari italiani catturati dopo 1'8 settembre 1943 con il nome di Stalag 339. Verso la fine di ottobre, sempre del 1943, esso venne strutturato come Polizeihaftlager (letteralmente campo di detenzione di polizia), destinato sia allo smistamento dei deportati in Germania ed in Polonia, sia come deposito e smistamento dei beni razziati, nonché successivamente per la detenzione ed eliminazione di partigiani, detenuti politici ed ebrei. 



